Special e UNspecial
Dai trend dei mercati globali alla storia di Revolut e dei nuovi pionieri dell'Est.
Scenario della settimana: il cruscotto dei mercati
Analizziamo i principali indici del comparto azionario ed obbligazionario, messi a confronto con l'andamento delle rispettive medie per misurarne la forza attuale. Da questa settimana la serie grafica si arricchisce con l'indice Nikkei 225, che si affianca all'S&P 500 e all'Euro Stoxx 50. Nel comparto obbligazionario, ai bond governativi a 10 anni (i Treasury statunitensi) affianchiamo i titoli High Yield, emessi da società a rating speculativo. La forza relativa di ogni asset è espressa su una scala da 0 a 100.
Nikkei 225
77S&P 500
53Euro Stoxx 50
41Treasury 10 anni
15High Yield
3Debole 0–30Neutrale 30–70Forte 70–100
Azionario
Primeggia il Nikkei giapponese per forza relativa (77), seguito dall'indice statunitense S&P 500 (53) e da quello di riferimento in Europa, l'Euro Stoxx 50 (41).
Obbligazionario
Persiste la debolezza dei titoli governativi (15), legata ai timori inflazionistici. Il trend è amplificato dal comparto High Yield (3): rendimenti elevati, ma a fronte di un profilo di rischio superiore.
Il cruscotto è una fotografia tecnica della forza relativa alla data del numero: descrive l'andamento recente rispetto alle medie, non anticipa quello futuro.
Cari lettori, dopo aver inquadrato lo scenario tecnico dei mercati, voglio proporvi una pausa dalla consueta cronaca finanziaria per approfondire una storia che va ben oltre i numeri e le quotazioni.
È la storia di un'azienda e del suo fondatore che stanno ridefinendo non solo le abitudini finanziarie di milioni di persone, ma il profilo stesso della nostra società.
Tutto nasce da un articolo letto pochi giorni fa su un'autorevole rivista di settore. Il protagonista è Nikolay Storonsky, il fondatore di Revolut. Confesso di non essere un early adopter immediato: nonostante la crescita travolgente che la piattaforma ha registrato negli ultimi anni, non ero ancora diventato suo cliente, ponendomi la classica domanda: perché dovrei aprire un conto proprio con loro?
La rivoluzione del cambio valuta e l'abbattimento dei confini
Alla base della nascita di Revolut c'è un'intuizione semplice ma dirompente: eliminare le inefficienze strutturali e le commissioni nascoste che da sempre gravano sulle transazioni internazionali.
- Tassi interbancari in tempo reale. Convertire e spendere denaro in oltre 30 valute ai tassi interbancari reali, azzerando i margini e i costi impliciti tipici degli istituti di credito tradizionali.
- Conti multivaluta nativi. Gestione simultanea e senza costi fissi di saldi in diverse divise, all'interno di un unico ecosistema digitale.
In un contesto economico in cui la tutela del potere d'acquisto è diventata una priorità quotidiana, Revolut si è imposta come uno strumento chiave di efficienza e risparmio. La genesi raccontata dallo stesso Storonsky è emblematica: l'azienda è nata semplicemente perché non accettava la logica di commissioni bancarie ingiustificate.
A questo si aggiunge un chiaro posizionamento di brand: democratizzare l'accesso ai servizi finanziari e vestirli di un'estetica moderna, inclusiva e al passo con i tempi. Partita come semplice piattaforma per pagamenti veloci a zero costi, oggi Revolut offre la completezza operativa di una vera e propria banca di livello globale.
Oltre gli stereotipi: la nuova onda di innovatori dell'Est
Storonsky è nato a Mosca. Spesso l'opinione pubblica occidentale tende a guardare alla Russia e alla sua complessa eredità storica e geopolitica attraverso una lente di naturale diffidenza.
Senza addentrarsi in analisi politiche, l'osservazione storica ci mostra una dinamica affascinante. Per decenni l'immaginario collettivo ha associato a quell'area concetti ben diversi dall'innovazione di mercato. Eppure, nel panorama contemporaneo emergono figure come Vitalik Buterin (ideatore di Ethereum), Pavel Durov (fondatore di Telegram) e lo stesso Nikolay Storonsky.
Il paradigma di Dostoevskij e la finanza senza confini
«Il denaro è una libertà coniata.»
Se nella letteratura e nella tradizione russa del passato il capitale era spesso visto con sospetto o vissuto come un dilemma etico, questa nuova generazione di innovatori ha ribaltato la prospettiva. La finanza e la tecnologia non sono più concepite come strumenti di poteri centralizzati o burocrazie monolitiche, ma come infrastrutture abilitanti per l'individuo.
Oltre la punta dell'iceberg
Mentre leggevo la storia di Nikolay Storonsky, non ho potuto fare a meno di immaginarmi il suo percorso. Prima di diventare il fondatore di un impero fintech, Storonsky è stato un atleta agonista nel nuoto e nella boxe, oltre che un talentuoso partecipante alle Olimpiadi di matematica e fisica. Un profilo che forgia una spinta competitiva feroce e incessante.
Ed è proprio qui che sorge spontanea una domanda che tocca ciascuno di noi, nel nostro piccolo o grande percorso: a che scopo? A che prezzo?
Siamo costantemente affascinati dalle storie di successo eccezionale, ma finiamo per osservare soltanto la punta dell'iceberg di queste vite apparentemente straordinarie. Ne celebriamo i traguardi e ne sogniamo i risultati, dimenticandoci però di valutare il costo umano che c'è dietro e, soprattutto, rischiando di smarrire ciò che siamo noi stessi.
Senza alcuna intenzione pubblicitaria, ho recentemente acquistato un libro di Andrea Bariselli edito da Rizzoli, intitolato «UNSPECIAL. Smettere di essere straordinari per tornare a vivere». Credo sia una lettura preziosa, un'occasione per fare un passo indietro rispetto ai numeri, agli euro, ai dollari e a tutte le valute del mondo. Un'opportunità per riportare l'animo alla propria base essenziale: quel luogo di equilibrio interiore dove, al di là di ogni performance o competizione, ciascuno di noi dovrebbe sempre restare.
Scarica il numero in PDF, impaginato per la lettura e la stampa.
Gilles Kriterion è informazione ed educazione finanziaria: opinioni personali di chi scrive, uguali per tutti gli iscritti. Non è consulenza in materia di investimenti né una raccomandazione personalizzata. Le società e i libri citati sono raccontati come storie, senza rapporti commerciali: non è un invito ad aprire conti né ad acquistare prodotti. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri. I termini per esteso.