Non è un allarme, è aritmetica: chi lavora oggi andrà in pensione più avanti e con un assegno che vale una quota minore dell'ultimo stipendio. La differenza la si copre solo cominciando presto.
Quanto riceverai rispetto a ciò che guadagni oggi? Conoscere questa differenza è il primo passo per capire se e come integrare la pensione pubblica.
Poi c’è una scelta da esaminare: dove destinare il TFR che matura ogni anno, secondo le regole applicabili al tuo rapporto di lavoro.
Le stesse quote di TFR seguono percorsi differenti. Per confrontarli bisogna guardare rendimento, rischio, costi, fiscalità e accesso alle somme.
Le regole di destinazione del TFR dipendono anche dalla data di assunzione e dal settore: conviene verificare la propria situazione prima di decidere.
Il confronto TFR ordinario e fondi pensione, con i dati COVIP ↓
Dal 2026 i contributi ordinari alla previdenza complementare sono in generale deducibili fino a 5.300 € all’anno; la quota di TFR conferita al fondo è esclusa dal limite. Le condizioni effettive vanno verificate sul tuo caso.
Il TFR ordinario, lasciato in azienda o trasferito alla Tesoreria INPS, segue una rivalutazione fissata dalla legge: 1,5% più il 75% dell’aumento dell’indice ISTAT FOI. Nel fondo pensione, invece, il risultato dipende dal comparto scelto, dai mercati, dai costi e dal tempo. Nessun rendimento futuro è garantito per tutti i fondi.
Rendimenti netti medi annui composti dal 31 dicembre 2015 al 31 dicembre 2025, secondo COVIP. Il confronto storico non indica quale opzione renderà di più in futuro.
| Tipologia | Media annua |
|---|---|
| PIP · gestioni separate | 1,5% |
| TFR ordinario | 2,5% |
| Fondi negoziali · bilanciati | 2,7% |
| Fondi aperti · bilanciati | 2,9% |
| Fondi negoziali · azionari | 4,8% |
| Fondi aperti · azionari | 5,1% |
Scorri in orizzontale →
I dati COVIP sono al netto dei costi di gestione e delle imposte sui rendimenti; resta esclusa la tassazione finale. Si riferiscono a categorie diverse per rischio e composizione.
Il 5% riguarda le medie storiche delle linee azionarie, non il TFR. Come esempio puramente matematico, 10.000 € versati una sola volta e cresciuti a un tasso costante del 2,5% per dieci anni diventerebbero circa 12.801 €; al 5% diventerebbero circa 16.289 €.
Questo calcolo non riproduce i mercati né il TFR maturato ogni anno. I tassi ipotetici restano costanti e non ci sono altri versamenti.
Adesione e gestione incidono sul capitale. Il solo rendimento storico non descrive la scelta.
In generale, dal 2026 i contributi ordinari sono deducibili fino a 5.300 € annui; il TFR è escluso dal limite. La prestazione segue regole proprie.
Anticipazioni e riscatti hanno condizioni proprie. L’eventuale contributo datoriale dipende dagli accordi applicabili.
Pensione pubblica stimata, TFR, anni disponibili e fondi accessibili: si valutano le alternative senza attribuire a nessuna un risultato garantito.
Parla con Gilles →Fonti: COVIP, Tavola 4, dati al 31 dicembre 2025; Ministero del Lavoro, regole e costi della previdenza complementare. Dati storici e esempio matematico non sono previsioni né consulenza personalizzata.
No, ma cambia la strategia: con meno anni davanti conta di più quanto si versa e meno il tempo. È il motivo per cui rimandare ancora costa più di quanto sembri.
La previdenza complementare prevede casi di anticipazione e di riscatto, con regole e tassazioni proprie. Sono vincoli veri e vanno conosciuti prima di firmare, non dopo.
Le forme pensionistiche complementari di natura assicurativa rientrano nell'attività di intermediazione svolta da Gilles, iscritto al RUI in sezione E. Estremi di iscrizione →